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Rigonda FS-5.3 Radiotehnika          modifica
Rigonda FS-5.3 Radiotehnika
Dati Tecnici :

Impedenza: 4 ohm.
Risposta in frequenza: 35-20000Hz.
Sensibilità: 90dB.
Potenza massima in ingresso: 180W.
Woofer: 2 x 175mm. Midrange: 114mm. Tweeter: 25mm.
Esclusiva tecnologia “Coneq”.
Dimensioni: 947 x 228 x 227 mm (AxLxP).
Peso netto: 12 kg.
Finitura: Mogano, Frassino nero, Faggio.
Pilotabile da amplificatori a partire da 20W.
Bass reflex. 4 altoparlanti.
Devo dire di essermi accostato a questi diffusori con grande curiosità. Il suo prezzo di 399 euro la coppia è estremamente interessante, quasi incredibile se pensiamo che non è prodotta in Cina ma in Europa e offre davvero tanta sostanza. L'interesse è cresciuto quando sono venuto a sapere che, nel corso di una comparativa pubblicata dalla rivista russa "Stereo", le Rigonda sono riuscite ad aggiudicarsi cinque stelle nella qualità d'ascolto, a pari merito con modelli più costosi come Mordaunt Short Avant 914i e Yamaha NS-9002. Hanno addirittura superato in qualità sonora le Cerwin Wega VE-8F, Jamo C 455, Magnat Monitor Supreme 1000 e Polk Audio TSi 300.
La Rigonda S FS-5.3 si presenta come un elegante parallelepipedo dai bordi stondati di 947 x 228 x 227 mm (altezza - larghezza - profondità). La parte anteriore reca in basso una targhetta in materiale plastico con il logo dell'azienda produttrice. La livrea è disponibile in alcune varianti, in questo caso frassino nero.
Le rifiniture sono di livello discreto in considerazione del prezzo di acquisto. Sul retro è presente la classica vaschetta connessioni, tonda nel nostro caso, che ospita due soli morsetti , banana dorati , di buona fattura. Niente bi-wiring né bi-amping, una scelta saggia in un sistema teso alla massima economicità: quando il budget di progetto è risicato, è meglio dirottare altrove le risorse disponibili.
E' comunque logico trovare varie pecche costruttive in un progetto di tipo economico come questo.
Partiamo cominciando a valutare i possibili interventi per migliorare questo diffusore cercando nel limite del possibile e del ragionevole di eliminare le economie dovute al progetto e alla produzione in larga scala.
Il pannello posteriore è un particolare su cui si è risparmiato, il materiale infatti non è il solito MDF ma truciolato a grana grossa che si sbriciola molto facilmente: basta smontare la vaschetta posteriore delle connessioni per rendersene conto.
Per evitare questo sfaldamento nella sede della vaschetta connessioni, ho semplicemente preso della colla vinilica e l' ho applicata lungo tutto il bordo sul trucciolare esposto.
Sul pannello frontale , nelle sedi altoparlanti , è presente una sottile guarnizione adesiva di tenuta. Guadagnato l'interno del mobile, si nota l'assenza di rinforzi trasversali : a irrigidire la struttura ci sono solo dei rinforzi di circa 70x20x20 posti sul pannello anteriore (4) e posteriore (4) , sulla base e sul cielo  rispettivamente 2 e 2 , quindi una normale costruzione in linea con il prezzo , ma a dir il vero la stessa procedura per irrobustire la costruzione l' ho ritrovata anche su diffusori di prezzo anche doppio o triplo .

Vediamo ora nel dettaglio le modifiche fatte per migliorare questo diffusore che comunque ha un' ottima base di partenza...


Il materiale fonoassorbente ( comune cotone bianco idrofilo ) è contenuto in una reticella di plastica rossa, incollata saldamente alla parete posteriore del mobile, che parte dall' alto e finisce con l' ultimo woofer in prossimità della vascetta connessioni.
Occupa quasi tutto il volume interno, ma la distribuzione non è omogenea , ne tanto meno ottimizzata e questo non era di mio gradimento.
Una piccola finezza è l'aver verniciato di nero la parte inferiore del pannello, così da non creare un antiestetico effetto visivo dal condotto reflex. Non male il cablaggio interno, facente uso del conduttore Yota Loudspeakers Cable Yak-0,75RB.
Come detto la soluzione "originale" per vari motivi non mi piaceva affatto....
Rimossi i trasduttori e la vaschetta connessioni, ho tolto la reticella rossa con il cotone e ho rimosso la colla e le graffe.  In questo caso , dovendo sostituire il materiale fonoassorbente , ho ripiegato su un pannello in poliestere morbido dello spesso di 30mm comunemente usato in edilizia per l' isolamento acustico e termico.
Tagliati i vari pannelli a misura, sono stati incollati partendo dal pannello del lato posteriore, cielo e laterali. Per la base invece ho usato due pannelli da 30mm.
L' insonorizzante si ferma appena sotto la vaschetta connessioni e comunque sotto il woofer lasciando libero il condotto reflex come in origine.
La cubatura interna con il nuovo materiale è molto molto simile alla cubatura originale .
Il condotto reflex tolto per l' operazione, è stato reinserito avendo cura di incollarlo in modo adeguato ( in origine era solo appoggiato...)
Ora passiamo al filtro crossover
La struttura del filtro è quindi molto semplice: un secondo ordine, invero molto particolare, sulla cella passa basso, e due celle del primo ordine elettrico sul passa banda (condensatore/induttore serie) e passa alto (condensatore serie). Non possiamo non notare come i valori dei passivi sul passa basso siano di molto sottodimensionati rispetto a un secondo ordine teorico. Fatti due conticini e riferendosi a un carico di quattro Ohm (dato dal parallelo dei due woofer), i valori corretti per un taglio a 700 Hz, coincidente con l'ingresso del "midrange", dovrebbero essere di 1,286 mH (induttore) e 40,193 μF (condensatore). Da notare la totale assenza di resistori nel circuito. I componenti sono accolti su una basetta in bachelite montata a ridosso della vaschetta portacontatti, divisi per tipologia sulle due facce: su una troviamo i tre condensatori in poliestere, dal lato opposto i due induttori avvolti su rocchetto plastico.
Qui purtroppo ho trovato le pecche più grandi .
In questo filtro , come è naturale aspettarsi, ho trovato componenti economici assemblati però davvero in pessimo modo : in alto a destra una saldatura fredda sul piano massa del woofer, ma in generale le masse sono saldate veramente alla meglio, senza criterio ... in alto al centro un' altra saldatura fredda: quando ho toccato il condensatore la saldatura si è letterarlmente sollevata dal supporto su cui "doveva" restare ben salda.
Inoltre guardate il bel pasticcio sul condensatore del Woofer ( qui a lato ) : varei giunzioni per arrivare alla lunghezza desiderata con due condensatori messi in parallelo ... il prezzo per uno da 0,68 uF è uguale e forse minore a quello di due di pari tipologia ...inoltre sui due filtri ho riscontrato paralleli con due tipi differenti di condensatori  .
Per rifare il Crossover mi sono attenuto al progetto originale , quindi le due induttanze sono state lasciate al loro posto, ma i condensatori e le saldature NO.
Il piano di massa è stato rifatto correttamente e saldato come si deve !!  , mentre per i condensatori mi sono affidato alla serie Audyn QS4 : un componente ragionevolmente economico ma di buona fattura/prestazioni , ovviamente polipropilene , nei valori di 10 uF , 3,9 uF , 0,68 uF  400Vdc .
Gli altoparlanti utilizzati mi sono sembrati di buona fattura, migliore di quella riscontrata in diffusori di simile prezzo ( o più ... ) , inoltre non hanno il cestello in plastica ! ...sarò all antica ma non voglio vedere la plastica stampata , anche se in altre applicazioni ovviamente più costose e di pregio un cestello in materiale composito " ci sta bene" , ma per applicazioni "terrene" come questa avere un cestello in ferro/acciaio denota la bontà del componente.
Ogni FS-5.3 monta quattro trasduttori: due woofer M178-02 dal diametro dichiarato di 175 mm (128 mm quello effettivo della membrana), un midrange 20VT5-8z da 114 mm dichiarati e 95 mm effettivi e un tweeter a cupola morbida da 25 mm targato T-074-02. Bassi e medio sono di produzione Radiotehnika, mentre non sono riuscito a risalire alla produzione del  tweeter.
Il woofer ha il cono in polpa di cellulosa "nuda", senza alcun tipo di trattamento smorzante o impermeabilizzante della faccia anteriore, l'incollaggio della cupola parapolvere appare un po' dozzinale nei contorni, ottima invece la giunzione con la sospensione esterna in gomma. Rivoltando l'altoparlante notiamo un complesso magnetico in ferrite di buone dimensioni, con foro centrale di decompressione sul fondello. Il cestello è in lamiera stampata di buon spessore ma non è particolarmente aerodinamico.
Il midrange ha la membrana in carta trattata, mentre la sottile sospensione è fatta di un foam piuttosto corposo .
La parte più interessante di questo 20VT5-8z è la posteriore, dove troviamo un cestello completamente chiuso, sigillato in tutte le sue parti, compresi i terminali della bobina mobile che fanno capo a due Fast-On maschi delle stesse dimensioni, tanto che il polo positivo è riconoscibile da un piccolo tratto di vernice rossa. In questo modo la camera di carico è rappresentata proprio dalle pareti del cestello, le quali hanno la funzione di isolare il cono dall'interno del cabinet.
Il Tweeter T-074-02 è un classico componente a cupola con tela trattata con un' impendenza di 6 ohm e 20 watt di buona fattura e in linea con gli altri componenti
Il cavo per il cablaggio è di buona fattura come anche i Faston utilizzati per le connessioni che si sono rivelati molto saldi e men ancorati , ma ... anche qui troviamo un "ma" ...
I Faston utilizzati per la connessione al Midrange non sono adeguati ai contatti dello stesso , difatti mentre smontavo questo componente entrambi i cavi si sono sfilati da soli.
Nonostante avessi usato la massima accortezza e nonostante non sia il primo altoparlante che smontavo , mi era venuto il dubbio di aver "tirato" troppo il cablaggio durante la fase di rimozione  ( anche se sapevo che non era andata così...) . Durante la rimozione del Midrange della seconda cassa ho prestato particolare attenzione e ho da subito controllato i cablaggi : i contatti erano appena appoggiati e i Faston non lavoravano come avrebbero dovuto perchè non adatti ...anche in questo caso un colpo di vento e i cavi si sono levati da soli.   Poco male !! niente di più banale da risolvere.... tolti i Faston ho provveduto a saldare direttamente i cavi sulle connessioni del Midrange .... però questa è una leggerezza davvero stupida e non giustificabile vista la banalità del problema che hanno creato .
CONCLUSIONI :

Queste casse trovano posto insieme a un impianto full Onkyo integra, dove l' amplificazione è affidata all' elettronica a me più cara in assoluto , un Onkyo A-807 .
Le casse sono state ascoltate bene e molto prima in versione Original , ed ora , dopo questa modifica , posso ritenermi soddisfatto del risultato:  Suonano generalmente più corrette e precise e molto più naturali .
Il carattere è rimasto quello "originale" , ma adesso riescono a riprodurre la musica più agevolmente : e come se prima avevano una zavorra da trainare, mentre ora sono libere di correre ...



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