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Teoria e Valvole > Le radio a valvole
Prima di Attaccare la Spina



Alcuni suggerimenti su come evitare danni  o  peggiorare la situazione.
Abbiamo appena acquistato un "nuovo" ricevitore antico, e non vediamo l'ora di provarlo. Funzionerà? Magari, ci diciamo, funziona. Abbiamo sbirciato dietro il pannello posteriore e ci è sembrato che il telaio sia abbastanza a posto: le valvole ci sono tutte, non si vedono fili staccati, non si vedono tracce di manomissioni. Il cavo di alimentazione è a posto, completo di spina. Insomma, la tentazione è forte. Dopo tutto, ci diciamo, che danno possiamo fare a provarlo per qualche istante?

Che danno possiamo fare ?!!
Il momento dell'accensione provoca sempre un certo stress, anche in apparecchiature nuove e perfettamente funzionanti. Se qualcosa si può guastare, è proprio quello il momento in cui cede. Figuriamoci in un apparecchio radio che è rimasto spento per molti anni. Ciò che può provocare danni sono le forti correnti e le tensioni elevate. Le prime, in presenza di falsi contatti, conduttori vecchi o cortocircuiti generano il surriscaldamento e la conseguente bruciatura di resistori e trasformatori; le seconde mettono a dura prova l'isolamento di condensatori e avvolgimenti. In entrambi i casi il rischio non è tanto quello della rottura di un componente, quanto dell'effetto a valanga che può derivarne. Facciamo un esempio.
Gli elementi che soffrono più di tutti dalla mancanza di esercizio sono i condensatori elettrolitici dell'alimentazione anodica. Un condensatore elettrolitico deteriorato presenta una diminuzione della capacità accompagnata da un'eccessiva corrente di fuga. La corrente di fuga determina il riscaldamento del condensatore, a cui consegue un ulteriore deterioramento. In questo tempo, magari la radio apparentemente funziona, più o meno bene. Ma dopo pochi minuti di questo processo il condensatore può andare in cortocircuito, provocando un aumento vertiginoso della corrente anodica. Questa corrente attraversa la valvola raddrizzatrice e il trasformatore di alimentazione, che si surriscaldano e rischiano a loro volta di bruciarsi. A questo punto, il danno comincia ad assumere proporzioni ragguardevoli, specie se stiamo parlando di una radio veramente antica, per la quale la sostituzione del trasformatore o della raddrizzatrice possono costare parecchio! Spero che questo esempio possa servire a frenare l'entusiasmo e a indurre la necessaria, consapevole prudenza. Dopo tutto, bastano pochi, semplicissimi controlli per ridurre a limiti ragionevoli il pericolo di disastri.
Il decalogo dell'uomo prudente
Controlliamo il cambiatensione (se è presente): potrebbe essere predisposto per tensioni più basse di quella di rete. Se non c'è un cambiatensione e la radio è straniera, per esempio francese o spagnola, c'è il serio pericolo che funzioni a 110V. In questo caso accenderla significherebbe distruggerla!

1. l'apparecchio va smontato, ossia estratto dal mobile. Solo così possiamo seguirne l'evoluzione durante i primi minuti di funzionamento;

2.  Un accurato esame visivo ci permetterà di individuare eventuali problemi, fili spellati o distaccati, componenti anneriti eccetera;

3.  Tutto ciò che appare sospetto al controllo visivo andrà controllato ed eventualmente ripristinato o sostituito

4.  I condensatori di filtro vanno controllati con l'ohmetro: se sono in corto o appaiono semplicemente sospetti vanno sostituiti senza indugio;

5. La prima accensione andrebbe fatta possibilmente a bassa tensione. E' consigliabile procurarsi un variac (autotrasformatore ad uscita regolabile) oppure uno di quei vecchi autotrasformatori a molte uscite (110, 125, 160 V...), in modo da poter avviare il collaudo con dolcezza;

6.  Durante i primi 2 minuti di funzionamento bisogna cercare di tener d'occhio tutto: qualunque rumorino, sfrigolio, odore strano, arrossamento eccessivo di una valvola, luminescenze azzurrognole o altro è da considerare anomalo;

7.  controlliamo che tutte le valvole si accendano con un colore rosso non troppo vivace; se il colore appare arancione o giallo spegniamo subito!

8.  Dopo qualche minuto è bene staccare la spina, e controllare nuovamente tutto, toccando tutti i componenti (attenti alle valvole bollenti!). Il trasformatore e i condensatori devono essere rimasti freddi. Alcune resistenze possono essere tiepide, ma niente dovrebbe avere surriscaldato. In caso contrario: controllare.

9.  Avendo riattaccato la spina, è il momento di controllare che la tensione anodica sia presente. Misuriamo col voltmetro la tensione tra il primo condensatore di filtro e la massa: dovremmo misurare una tensione compresa tra 150 e 350V (se stiamo alimentando a 220V). Una tensione troppo bassa può essere sintomo di un eccessivo assorbimento di corrente!

Se abbiamo seguito queste regole e siamo arrivati al punto 10 senza nessun problema serio, allora possiamo stare ragionevolmente tranquilli, e possiamo proseguire nei tentativi di far emettere voci e suoni dal nostro decrepito apparato.
Si ricorda che farete tutto questo a Vostro rischio e pericolo , non mi assumo nessuna responsabilità per danni a cose/persone. Vi consiglio di contattarmi.....

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