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La Storia della LESA
 



L’ INIZIO …

La “LESA – Lavorazioni Elettromeccaniche Società Anonima”  iniziò la sua attività con la produzione di macchinario elettrico  
frazionario nel 1929 e rimase minuscolo artigianato per circa due anni con cinque persone: due titolari e tre dipendenti.Superate l
e prime incertezze, ebbe inizio un regolare sviluppo,sempre sotto la stessa guida, nello stabilimento di Via Bergamo in Milano.
Nell'Agosto del 1943 lo stabilimento fu in gran parte distrutto dai bombardamenti aerei e l'attività quasi completamente paralizzata.
L’azienda si trasferì in locali di fortuna in tre diverse località e precisamente a Cavenago, Cambiago e Omate dove attese la fine
della guerra superando non poche difficoltà. Nel 1946 la LESA, rimasta con un solo titolare che rimarrà sino al 1972, si ricompose
nello stabilimento di Via Bergamo in Milano opportunamente ristrutturato e lo sviluppo aziendale riprese con particolare fervore sino
ad occupare in pochi anni circa ottocento dipendenti. L’8 Gennaio 1950 fu posta la prima pietra dello stabilimento LESA di Tradate (VA)
che in breve tempo diede lavoro ad altri mille dipendenti. Nel 1959 venne inaugurato anche lo stabilimento di Saronno (MI) attrezzato
per ulteriori mille dipendenti.
In quel periodo la LESA, oltre ai tre suddetti stabilimenti era presente con quattro Società collegate: LESA of America in  
NewYork-USA, LESA Deutschland in Freiburg-Germania, LESA France in Lyon-Francia e LESA Electra in Bellinzona-Svizzera.
Tutti i montaggi, sia dei prodotti finiti che dei componenti, dal grande radiofonografo al piccolo potenziometro trimmer, erano
effettuati in grande serie su linee accuratamente studiate, ad alta produttività.  L’automazione dei processi produttivi, sia nelle
officine meccaniche, sia sulle linee di montaggio, godeva alla LESA  delle allora più moderne applicazioni ed era in continuo progresso.
La LESA, fin dalle origini, considerò preminente l’importanza delle macchine e delle attrezzature per la lavorazione e il trattamento
dei metalli, delle materie plastiche e del legno. Il patrimonio della Società in quel campo era imponente, eccezionalmente valido,
continuamente migliorato e aggiornato. In gran parte le macchine e le attrezzature venivano progettate e costruite in seno all’Azienda
da un apposito ufficio tecnico e da una officina, altamente specializzati, addetti allo studio e alla realizzazione dei nuovi mezzi produttivi
e di assemblaggio.

LA PRODUZIONE   LESA

Con preminente riferimento alla destinazione di mercato, la produzione LESA poteva suddividersi in due gruppi e cioè:   componenti
destinati all’industria e prodotti finiti destinati al commercio.   In ordine ai criteri merceologici, cioè sulla base delle linee di prodotto,
la ripartizione tecnicamente più indicativa era la seguente: componenti, fonografia, piccoli elettrodomestici, registratori e riproduttori
a nastro magnetico.   Nel settore componenti rientravano: i motori elettrici, i potenziometri a carbone e a filo, le cartucce piezoelettriche
(pick-up), i giradischi, i cambiadischi e i meccanismi per registratori o riproduttori a nastro magnetico.  
Questo settore aveva caratteristiche essenzialmente elettromeccaniche con spiccata specializzazione in piccola meccanica di elevata precisione che poteva esercitare riflessi
determinanti sulle caratteristiche elettriche, elettroniche ed acustiche di apparecchi complessi. Per esempio, il potenziometro aveva
influenza sulla stabilità d’immagine di un televisore, sulla rumorosità di un apparecchio radio, sulla purezza dei suoni, ecc..    
La spalmatura dello strato resistivo nei potenziometri era stata sostituita nel 1973 dal procedimento serigrafico. La produzione
dei cristalli di Rochelle che si sviluppava in ambienti saturi di vapore di acido solforico, fu notevolmente incrementata nello stabilimento
di Tradate dove la tranquillità del luogo ne favoriva la crescita e la qualità non più penalizzati dalle vibrazioni prodotte dal traffico di Milano.
La gamma dei motori elettrici, la cui produzione era iniziata negli anni trenta con il tipo a spazzole destinato alle macchine da cucire
NECCHI ed ai proiettori 16mm SAFAR, era stata estesa ai motori a induzione e successivamente ai motori a corrente continua.  
I componenti erano destinati alle industrie di televisori, radio, macchine da cucire e per maglieria, strumenti musicali ed altro.   
La LESA era ritenuta la prima industria italiana in questo settore, sia per l’alta qualificazione acquisita, sia per l’entità della produzione
che consentiva di soddisfare il 60% del fabbisogno nazionale oltre a notevoli forniture all’estero. Negli anni 60 la LESA produceva
annualmente 10 Milioni di potenziometri, oltre 400.000 giradischi e 100.000 cambiadischi.  Il settore fonografico rappresentava la parte
più nota della produzione LESA ed alimentava il 60% del suo fatturato. In questo campo la LESA poteva vantare un’esperienza
di oltre 25 anni, frutto di uno sforzo eccezionale richiesto ai propri Uffici Tecnici e ai propri laboratori di studio e ricerca,
esteso anche al settore Hi-Fi. I primi giradischi LESA mod. VE1 furono prodotti nel 1940 e nel 1948 il primo cambiadischi mod.
CADIS, entrambi con la sola velocità 78 giri/min.   Nel 1950 furono prodotti i giradischi PS1 che davano la possibilità di selezionare
una delle tre velocità 33.1/3, 45 e 78 giri/min mediante la sostituzione manuale di apposite puleggine calzate
sull’albero motore e in dotazione all’apparecchio.   I giradischi più diffusi furono senz’altro gli MT3 con cambio velocità
realizzato mediante l’albero motore gradinato che furono immessi sul mercato nel 1952 unitamente al cambiadischi CD1.    
Questo cambiadischi, pur essendo dotato di un cinematismo con la massima affidabilità, non soddisfò interamente
le aspettative in quanto relativamente molto ingombrante sopra e sotto la piastra. Risultava quindi molto costosa la spedizione
specialmente all’estero e richiedeva molto spazio nei fonografi. Il CD1 fu infatti proposto al mercato americano che,
tramite una ricerca effettuata dalla LESA of America richiese, oltre ad un appropriato design (vedi Cap. 8 - meccanismi), la riduzione delle dimensioni d’ingombro. Tenendo conto di queste esigenze, fu progettato il cambiadischi mod. CDE, la cui produzione iniziò nel 1960.
Il cinematismo del cambiadischi CDE fu utilizzato anche per versioni Hi-Fi, come per esempio il PRF-6 che ebbe ottimi apprezzamenti
da laboratori e riviste specializzate. La LESA ebbe molto successo anche con i cosiddetti “mangiadischi” per i soli
dischi 45 giri/min e con alimentazione a pile, la cui costruzione quasi interamente automatizzata,
consentiva un conveniente prezzo di vendita.
Il mercato dei registratori a nastro di tipo economico, nel 1950 in Italia, era già ampiamente occupato da GELOSO.
La LESA si collocò nella classe superiore con la serie di apparecchi RENAS ed ottenne un buon successo di vendita.
Negli anni seguenti si presentò sul mercato con un meccanismo “mangianastri” per cassette Philips, sviluppando anche
direttamente una serie di apparecchi da istallare a bordo di autovetture.

CENNI SULL’ ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA LESA

Si debbono, in gran parte, a questa organizzazione i successi di quaranta anni di lavoro. Si è voluto sempre contemperare
il rigore organizzativo con le necessità della dinamica funzionale eliminando, il più possibile, le bardature formali e responsabilizzando
al massimo i preposti ad ogni compito.  Le numerosissime riunioni dopo le ore di lavoro, presenti tutti gli interessati di qualunque l
ivello attorno ad un determinato problema, costituivano pratica preziosa per l’informazione e la formazione. E’ stato questo, sempre,
un lavoro molto defatigante ma ritenuto indispensabile.  I quattro Direttori Centrali, oltre ai compiti loro propri, formavano
un organo consultivo permanente (Co.Di.Ce.) della DIREZIONE GENERALE.    I dati statistici venivano continuamente esaminati.
Le seguenti principali funzioni venivano così svolte:
RICERCHE DI MERCATO – Le ricerche di mercato e quelle di ogni altro genere costituivano un lavoro eccezionalmente curato.
Ritenendosi la LESA impresa di avanguardia nel suo campo e in concorrenza mondiale, come avrebbe potuto raggiungere i suoi
traguardi senza la più vasta e approfondita RICERCA in ogni senso?
Tutto il settore commerciale, specialmente la parte operante all’estero, era continuamente impegnata anche in tal senso.
Altrettanto facevano i tecnici raccogliendo informazioni, specialmente visitando altri centri di lavoro in Italia e all’estero e
seguendo attentamente la letteratura tecnica e tecnico-commerciale. Le mostre e le fiere, in gran parte internazionali,
venivano visitate e analizzate anche a questo scopo da parte di gruppi di operatori particolarmente indicati per la ricerca di mercato e
la ricerca in genere. Riunioni e relazioni fissavano i responsi.   Questo grosso impegno, la ricerca, non poteva essere affidato
ad un organo specifico (sarebbe stato troppo poco), doveva costituire un responsabile compito di tutte quelle forze congiunte
in grado di fornire apporti validi.   Di ricerca di mercato e di ricerca in genere e del come realizzarla, molto si è sempre parlato alla LESA.
La materia era ritenuta troppo importante e indispensabile per non essere seguita con la più grande attenzione.    
PIANI DI LAVORO – Dato il lungo ciclo per la messa in marcia di ogni programma di costruzione, l’esame fondamentale della programmazione
veniva effettuato ogni anno, prima dell’inizio dell’esercizio e con molte riunioni degli interessati.
Le risultanze venivano riesaminate e aggiornate collegialmente dopo sei mesi, ma anche ogni mese ricevevano
una nuova messa a punto.
Il tutto veniva verbalizzato e consacrato in documenti impegnativi dalla DIREZIONE ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO (D.O.S.).
Per i programmi di progettazione il lavoro era continuo con riunioni, ricerche, costruzione di prototipi,
prove in laboratorio ed anche presso i principali clienti tra i più esperti e fidati.
Tutto un lavoro lungo ed estremamente laborioso per giungere ad una conclusione accettabile.   
APPROVVIGIONAMENTI – Venivano realizzati dalla apposita Direzione sulla base dei programmi in vigore la quale operava
anche in stretto contatto con il settore delle costruzioni per risolvere i casi urgenti e per mantenere al meglio il ritmo produttivo.   
CONTROLLI E COLLAUDI – Costituiva un lavoro di grande impegno sia sulla linea produttiva, anche con sopralluoghi dei tecnici di laboratorio,
e sia con prelievi per essere esaminati nel laboratorio medesimo. I prodotti finiti a magazzino venivano sottoposti a periodici controlli statistici.
Tutto era eseguito sotto la responsabilità di un organo preposto.  
REGOLAMENTO INTERNO – Era considerato sempre il documento fondamentale sulla linea del quale si doveva ognora marciare.
Tale REGOLAMENTO doveva essere sempre strettamente aderente alle realtà operanti, per cui veniva rivisto e riaggiornato periodicamente.
Fra una edizione e la successiva, a fronte di necessità emerse all’evidenza, veniva integrato da documenti chiamati
COMPLETIVI AL REGOLAMENTO. L’ultima edizione del regolamento interno era datata 1° novembre 1969.
Del regolamento faceva parte l’ORGANIGRAMMA e quello al 1° novembre 1969 viene riportato in calce.  
Esistevano le NOTE DELLA PRESIDENZA le quali, oltre dare chiarimenti vari, dettavano norme regolamentari da sottoporre a
concreta esperienza. Se la pratica convalidava tale esperienza veniva redatto un COMPLETIVO AL REGOLAMENTO.
Quanto di regola era nell’uso corrente e quanto altro risultava dal REGOLAMENTO INTERNO doveva essere sempre rigorosamente rispettato.
Regole sorpassate o non praticamente osservabili venivano modificate o abolite perché tutto doveva aderire alla realtà funzionale.

LA CRISI DELLA LESA

Nel 1971, la LESA, a causa della sfrenata concorrenza asiatica, entrò in crisi e, dopo quattro mesi di occupazione da parte delle maestranze e due anni di amministrazione controllata, venne assorbita dal gruppo di aziende controllato dall’ente statale GEPI.  Per alcuni anni si chiamerà SEIMART e successivamente PANTA. Pur con un notevole ridimensionamento del personale dipendente, queste due aziende continuarono la produzione nel settore dei componenti e della fonografia.   Quest’ultimo periodo fu caratterizzato dalla volontà di recupero rispetto i prodotti giapponesi e furono progettati e quindi realizzati apparecchi di documentato pregio tecnico come i giradischi automatici RPH-220 e RPH-400 a trazione diretta.  Il mercato però era ormai rivolto esclusivamente ai CD e nel 1984 anche lo stabilimento PANTA cessa l’attività.  Milano, 27 Gennaio 1972  Da “la LESA e le sue vicende” di Nello Meoni, cavaliere del lavoro, presidente della LESA :
“Oltre la scomparsa per me della realtà LESA - 42 anni di lavoro – vi è il sacrificio della mia posizione economica per le garanzie date.     L’opinione potrà rendersi conto di quanto è capitato all’impresa perché la situazione dell’economia italiana di oggi e alcuni  fatti precisi ne danno testimonianza, ma non prenderà mai il perché io mi sia sottoposto a sacrificare tanto.”     “Io ho assistito e assisto a questa «situazione balorda» addolorato e pensoso, intento, soprattutto, a restare UOMO come    credo di essere sempre stato. Non è facile restare UOMINI VERI durante i successi, meno facile è restarlo durante gli insuccessi,specialmente se assumono le dimensioni del caso presente. La montagna della mia creazione mi è stata fatta cadere addosso   e molte ne sono le vittime: io, gli altri interessati, i creditori, i lavoratori, il paese. Come si può reagire ad un siffatto    provocato terremoto? Io reso impotente, ho scelto il silenzio!” ...






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