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Audio Research  SP9          riparazione
Audio Research SP9


Dati Tecnici :

Alimentazione: alimentatore 12V DC
Distorsione armonica totale: <0.005%
Risposta in frequenza RIAA: 20hz-20,000hz +/- 0.5dB Rapporto segnale-rumore: >82dB MM / >75dB MC - Guadagno: MM 38dB / MC 58dB
Sensibilità di ingresso: MC 600mV, MM 3mV - Impedenza di ingresso MC: 100 ohm / 20 ohm Dimensioni (cm., l x a x p): 7,8 x 3,8 x 9 -
Indicatore di accensione a led.
Alimentatore di rete, cavo RCA e adattatore RCA-minijack inclusi.
Dimensioni: 180mm x 73mm x 37mm
Audio Research SP9 int
Audio Research SP9 int1
Audio Research SP9 trasformatore 230V
Il preamplificatore AudioResearch SP9 , è il “fratello minore” del più evoluto SP11 con cui condivide l ‘ ottima impostazione  ibrida capace di grandi prestazioni, soprattutto nella sezione Phono .

Questa versione aveva l’ alimentazione a 110V ,  dico aveva perché quando l’ ho ricevuto non aveva più la sezione alimentazione originale, ma aveva una cosa inguardabile, insensata e realizzata ancora peggio….  Il risultato ??   ha portato alla fusione del trasformatore di alimentazione .
Non finisco mai di stupirmi sul infinita immaginazione che taluni individui hanno  seguita da una genialità perversa nel creare l’ inimmaginabile ….

Tanto per cominciare mancavano il transistor Q11 ( marchiato ARC ) e l’ operazionale U1 ( MC34071P )
Per Q11, visto il lavoro che andava a svolgere e dato che lo schema non riportava la sigla ed era un pezzo “protetto” ARC , ho optato per un robusto IRF840  .
Per quanto riguarda U1 ,(MC34071) che è un opamp in tecnologia bipolare, tutto a bjt avrei potuto optare per un “migliore”  TL071  che ha un ingresso a jfet:  se l'integrato è utilizzato in un normale circuito audio, il TL071 ha caratteristiche sicuramente superiori al 34071.   Altrimenti, ci sarebbe stato anche  l'NE5534A, sicuramente il migliore in assoluto, tutto bipolare come l'opamp , ma visto che si tratta di un alimentatore, e che la caratteristica principale dell'opamp  è quella di poter lavorare anche con alimentazione di tipo singolo con segnali all'ingresso che si estendono al di sotto del riferimento di massa, io ho scelto questo: AD820AN      
Questo circuito è un ottimo esempio di alimentazione anodica stabilizzata !  :  L'operazionale in questione è alimentato a 24 Volt tramite lo zener ZD7, mentre il riferimento è composto da due integrati di precisione messi in serie da 6.9 + 6.9 Volt, ZD5 e ZD6. Notate come, nonostante la tensione regolata sia di ben 285 Volt, tutto il circuito di regolazione sia "incapsulato" in modo da non vedere mai tensioni superiori a 24 Volt.

Qui a lato si può osservare la nuova alimentazione, terminata rispettando lo schema originale  ad eccezione di Q11 che essendo marchiato “ARC” e non essendoci un valore scritto sullo schema ( ma soprattutto mancando sulla scheda ) … ho dovuto dedurre ciò che fosse , ma il nuovo componente ( IRF840 ) è più che adeguato !!
Nuovi sono anche i condensatori, i diodi e il dissipatore.

Ovviamente mancava ancora il “motore” :  
il trasformatore  !!

In questo caso il nuovo componente è stato realizzato su misura in previsione dell utilizzo “italiano” …. quindi  è stato realizzato con un primario a 230V e non più a 110V come in origine.
Anche la potenza è stata rivista, preferendo optare per un componente più robusto: 95 VA .
E’ stata anche adottata una doppia schermatura.
Il confronto tra originale e sostituto è impietoso : il “mio” è decisamente meglio sotto tutti i punti di vista

Per realizzare questo stupendo trasformatore toroidale mi  sono affidato alla ditta F.I.A.T. trasformatori, una bella realtà italiana che produce ottimi prodotti  in modo molto professionale  e rispettando la tempistica : con loro mi sono sempre trovato bene e tutti i prodotti che hanno realizzato per la ARG-audio si sono dimostrati eccellenti sotto ogni profilo.

Sono state riviste anche le masse ( avevano armeggiato anche li...)  ora sono ottimizzate nuovamente il che si traduce in un preamplificatore silenziosissimo  dalle doti sonore eccellenti, soprattutto nella sezione phono dove il circuito ibrido fa il suo meglio.
Per terminare l’ intervento ho sostituito i piedini in gomma grigi che con il tempo si sono deteriorati , con altri piedini in gomma questa volta neri, di fattura meno easy e più “accattivanti” .
Grazie a questi interventi il preamplificatore è ritornato in vita  e nonostante tutto si presenta ancora come se fosse nuovo , grazie anche a una costruzione semplice, pensata bene e che utilizza ottimi materiali  fatti per durare nel tempo.
Questo preamplificatore utilizza una Siemens E88CC nella sezione Linea, mentre nella sezione Phono utilizza una Mullard E88CC gold pin
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