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Tube Tester
La Taratura del TV-7
A questo punto non mancava altro che una completa e accurata taratura, in modo da armonizzare tutto il lavoro fatto in un risultato conforme alle specifiche del modello.
Il riferimento iniziale per queste operazioni è stato un Technical Manual: il TM 11-6625-274-35, “Field and depot maintenance manual. Test sets, electron tube TV-7/U, TV-7A/U, TV-7B/U, and TV-7D/U”, una versione elettronica del manuale originale realizzata dal LOGistics Support Activity dell’U.S.Army (servizi purtroppo inaccessibili ad utenti civili ed internazionali del web). Leggendolo e in seguito applicando le procedure descritte, ai miei occhi non è sembrato uno dei migliori manuali di servizio mai visto. Dunque ho cercato di ristrutturare la procedura in una forma più concreta e dettagliata. Di seguito i passi da seguire, con riferimenti, per brevità, ad alcuni paragrafi del citato manuale. Quanto scritto è valido per tutte le versioni di TV-7, con le variazioni notate, e non differisce molto dai criteri d’allineamento di un qualsiasi altro provavalvole basato sul longevo circuito di misura della Gm brevettato dalla Hickok.
Se non diversamente specificato, le misure sul provavalvole vengono effettuate con le impostazioni riportate al punto “b” del paragrafo 21, pg 39 del TM, il “Function Switch” può essere tenuto su B per comodità. Per le misure poco importa se non si dispone di un multimetro TS-352, un buon multimetro digitale così come uno elettronico analogico andranno bene. Eventualmente si può tener conto del fatto che il TS-352 ha sensibilità di 1.000R/V in AC, il che implica, volendo, l’uso di una resistenza da 2,5kR in parallelo al DMM o all’analogico elettronico, se stiamo usando quelli, quando si misurino i “segnali” di griglia delle portate “D” ed “E”. Da notare anche che il TS-352 dispone di due diverse sensibilità nelle portate DC: 1.000 e 20.000R/V, selezionabili. Le misure dell’anodica, della tensione di griglia schermo e della tensione di Bias sono effettuate nel manuale con riferimento alle portate da 1.000R/V oppure alle portate da 20.000R/V quando è specificato l’uso della resistenza da 375kRin parallelo allo strumento stesso.
Prima ancora di iniziare conviene però controllare il milliamperometro, sia misurandone la resistenza (2365R nominali), sia provandolo col semplice circuito di figura trovato suggerito su internet: ruotando l’albero del potenziometro (meglio se di tipo multigiri) si porterà l’indice dello strumento esattamente sulla tacca 120 del suo quardante, fatto ciò si misurerà con un multimetro digitale l’effettiva tensione ai capi della batteria utilizzata, poi la stessa verrà scollegata e si misurerà la resistenza complessiva ai capi della serie potenziometro-µamperometro. Semplicemente con la legge di Ohm si cercherà conferma del fatto che il fondo scala dello strumento corrisponda a 200uA (circa +/-5%).
La prima cosa da effettuare sarà il controllo del “Line voltage test circuit”. A riprova del corretto allineamento si considera che l’indice dello strumento, tenendo premuto il tasto “Line ADJ”, si porterà sulla marcatura “Line test” quando tra i terminali n°19 e n°37 del trasformatore di alimentazione sarà presente una tensione di 117Vca (non 121). Allo stesso fine ci si baserà necessariamente anche sui “segnali” alternati di g1 riportati nella tabella del paragrafo 36, step 3. La procedura per aggiustare l’indice d’accordo con le citate misurazioni è illustrata nel paragrafo 23, pg 40, punti “c”, “d” ed “e”. I punti “a” e “b” dello stesso paragrafo, indicanti di far riferimento alla tensione di placca per la taratura, sono da saltare in questo momento. Il motivo per il quale suggerisco di riferirsi in via preferenziale all’entità della tensione-segnale alternato applicato alla griglia controllo è dettato dalla maggiore criticità di quei valori. L’anodica può godere invece di una maggiore tolleranza, in quanto il testo (aggiornamento C5 del marzo 1976, pg1 dello stesso TM) fa riferimento al valore di 150Vdc +/-6V. Se il trasformatore di alimentazione gode di buona salute e nessun problema affligge il circuito, l’allineamento dell’indice su “Line test” comporterà anche tensioni sul secondario filamenti conformi a quanto indicato nella tabella dell’aggiornamento C5, pg 2. Nel mio caso, il far riferimento ai segnali di griglia mi ha fortunatamente portato a scoprire subito una R120 interrotta, risparmiando grattacapi che sarebbero seguiti in cerca di problemi sulle portate “D” ed “E”. Per completezza, la R120 è una resistenza di precisione, a filo, da 800R. In assenza di un ricambio, che fortunatamente avevo, sarei ricorso probabilmente alla “limatura” di una resistenza ad impasto, da un paio di W o più, se reperibile.
Data la sostituzione della R130, prima di procedere con i passi del paragrafo 22 e successivi può essere utile avvalersi di misurazioni di resistenza da confrontare con i valori riportati sui disegni della figura 33, pg 36, in modo da collocare grossolanamente i cursori sulla R130. I controlli del paragrafo 22 seguiranno come da manuale.
La resistenza da 375kR necessaria quale carico per i test della tensione di placca e di griglia schermo è realizzabile con buona precisione scegliendo 4 resistenze da 1,5MR 1/2W da porre poi in parallelo tra loro. Il paragrafo 23, ci servirà solamente per constatare che la tensione di placca cada tra 144 e 156Vcc. Un tipico valore è di circa 153Vcc.
I controlli dei paragrafi 24 e 25 seguiranno come da manuale.
Il paragrafo 26, “Simulated tube test”, illustra la procedura per il bilanciamento del ponte di misura della mutua conduttanza: in quel contesto un errore di una divisione è inaccettabile. Materiale necessario ed allestimento della prova sono tratti direttamente dalla figura 37, pg.46. La tensione del variac dovrà essere impostata con precisione sui 50Vca con particolare attenzione a non combinare arrosti.
6a. Per i TV-7/U: se si è effettuato un’integrale ammodernamento circuitale simile a quanto descritto e/o se si sono sostituite le rettificatrici, saranno da rimuovere le resistenze aggiuntive eventualmente presenti sui capi delle resistenze a filo di precisione R113, R114, R115, derivanti da precedenti interventi di calibratura.
6b. Per le versioni successive (TV-7A/U, B/U, C/U, D/U) la presenza di regolazioni semifisse dovrebbe agevolare la vita di chi si appresti a tararli. In pratica a parer mio non è così: le slitte dei potenziometri a filo utilizzati sono regolarmente fonte di contatti instabili, inoltre se qualcuno prima di noi vi avesse messo le mani senza la dovuta perizia, attenendosi al solo manuale si rischierebbe di ottenere sì l’allineamento dell’indice sulle divisioni volute, ma ciò non implicherebbe letture veritiere del provavalvole. Conviene dunque portare il “Function Switch” su “5”, quindi misurare, lasciandoli cablati, la resistenza ai capi dei potenziometri R113 e R115. In entrambi i casi si dovranno manovrare le viti per ottenere un valore prossimo a 41,3R, indicante il raggiungimento della posizione centrale del cursore. Riportato il “Function Switch” su “B”, si continuerà come segue.
6c. TV-7/U. Col “Function Switch” in portata B, premendo il tasto n°3, rosso, l’indice dovrà portarsi sulla 40a divisione +/-1/2 divisione.Nel caso l’indice segni meno di 39,5 divisioni si dovrà aggiungere una resistenza di valore opportuno (indicativamente tra i 470 e i 2200R, 1/2W) in parallelo a R115 (che si trova sopra R118). Nel caso l’indice segni più di 40,5 divisioni si dovrà aggiungere una resistenza simile a quanto già scritto, in parallelo a R113 (che si trova sopra R111). Col “Function Switch” sulla portata C le divisioni indicate dovranno essere 20 ed eventuali ritocchi andranno ad interessare il valore di R114. Tuttavia per l’aggiustamento di questa resistenza si può attendere di giungere alle indicazioni del paragrafo 28.
6d. TV-7A/U, B/U, C/U, D/U (quest’ultimo ha una portata aggiuntiva F per la quale vale quanto scritto per le portate B, D, E). Col “Function Switch” in portata B, premendo il tasto n°3, rosso, R113 e R115 dovranno essere regolate in modo da ottenere una lettura di 5,0mA sul multimetro contemporaneamente a 40 divisioni sullo strumento del provavalvole (vd. Tabella contigua alla prima). Spostando il commutatore di funzione sulle portate D ed E si constaterà semplicemente che corrente e divisioni rimangano le stesse. La portata C invece prevede l’eventuale ritocco di R114 per raggiungere le 20 divisioni dello strumento a bobina mobile. Tuttavia per l’aggiustamento di questa resistenza si può attendere di giungere alle indicazioni del paragrafo 28.
Un metodo indicativo per individuare errori grossolani consiste nel provare una 6L6G: gli esemplari NOS (valvole nuove, produzione d’epoca) ottengono letture attorno alle 45-50 divisioni.

I controlli del paragrafo 27 seguiranno come da manuale. Il “movable cap” del potenziometro doppio di shunt è il coperchio della sezione posta a contatto del pannello. Su di un fianco di R127 si nota una goccia di stagno che fissa in posizione il potenziometro superiore, impedendo lui di girare su sé stesso.
I controlli del paragrafo 28 seguiranno come da manuale e quale prova finale si potranno eseguire i due test del paragrafo 37, step 1.
Conclusioni
Adesso l’apparecchio è ufficialmente conforme alle prestazioni di uno appena uscito di fabbrica. Bisogna considerare che mediamente ci si devono aspettare letture differenti anche fino al 10% misurando una stessa valvola su diversi esemplari di provavalvole dello stesso modello. Si tratta di errori “fisiologici” e tutto sommato insignificanti per quello che è lo scopo di questi strumenti.


La fonte per la procedura iniziale per queste operazioni : il TM 11-6625-274-35




NOTE: in rete si trova un articolo identico a questo ( scritto da ARG-audio ) di cui si  dichiara una diversa paternità ...
Come ho gia fatto notare a tale individuo che ha pubblicato questo articolo sul suo sito dichiarandolo come proprio .... questo articolo fu scritto e pubblicato da ARG-audio nel lontano 2005 nel sito in versione beta e successivamente sul sito definitivo precedente che è stato online dal 2007 al 2017 , ed ora qui sulla nuova versione .
Io sinceramente non mi spiego come sia possibile che ARG-audio "copi" uno scritto del 2009 ( data di pubblicazione sul sito del “Tale” )  per poi pubblicarlo nel 2005 ....
La macchina del tempo non l' ho ancora inventata !  mi sto comunque attrezzando : sto cercando una DeLorean ...  e se trovo un flusso canalizzatore usato a buon prezzo … magari in futuro la farò …..




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